Se fino a ieri gli uomini, con fatica, lasciavano impronte sulla neve per raggiungere le vette più alte, oggi ci troviamo – e nessuno poteva certo immaginarlo – a salutare un anno dove le impronte lasciate saranno indelebili in tutti noi e non si scioglieranno in primavera, come sulla neve.

Quando questa pandemia sarà finita ci risveglieremo in un mondo diverso, in un mondo lacerato e tutti dovremo rimboccarci le maniche per ricostruire, coi pochi cocci rimasti, una società nuova. Il nostro desiderio è che questo « annus horribilis » sia servito a farci riflettere, così da poter « rebâtir » con basi più solide le nostre vite, le nostre professioni, i nostri rapporti, il nostro futuro per non farci trovare impreparati di fronte a nuovi eventi che il domani potrebbe riservarci.

E a Voi, nostri cari e graditi ospiti, l’augurio di un « annus mirabilis » dove poter tornare a vivere di cose semplici, di quella quotidianità che oggi è venuta meno, e di quelle emozioni che il Caprice ha saputo darvi e che soprattutto ha ancora tanta voglia di offrirvi.

Le impronte lasciate da tanti di Voi, non si cancelleranno mai nei nostri cuori.

Auguri, buon duemilaventuno.